Depressione: sintomi, tipologie e trattamento

Come si fa a capire se si soffre di depressione? Ecco cosa fare.

La presenza di un disturbo depressivo può essere individuata attraverso 3 elementi principali:

  • la persona, in maniera più o meno consapevole, struttura una credenza per cui ciò che pensa è reale e si comporta di conseguenza;

  • un irrigidimento del processo illusione-delusione;

  • la rinuncia.

 

La depressione è costruita su un' utopia per cui le cose dovrebbero andare in modo positivo. Questa credenza, però, non regge lo scontro con la realtà. Quando un evento, non necessariamente traumatico o rilevante, va a mettere in discussione la credenza che l'individuo ha rispetto alla realtà, assistiamo ad un tracollo emotivo.

 

Possiamo avere 4 forme cliniche di depressione e, quindi, 4 tipi diversi di rinuncia:

 

  1. Illuso- deluso di sé: la persona pensa di poter affrontare le varie situazioni della vita senza doversi confrontare con l'insuccesso. Eventi fortuiti possono rivelare una realtà inimmaginata e così arriva una carrellata di sintomi: spossatezza, insonnia, mancanza di appetito, disequilibri neurovegetativi (difficoltà di concentrazione, crisi di pianto, sonnolenza durante il giorno, disturbi della sfera sessuale, cefalee, aumento del battito cardiaco a riposo, dolore o perdita di forza agli arti, disturbi gastro-intestinali...). La persona comincia a chiedersi cosa ha sbagliato e, quando trova la risposta, inizia a mettere in discussione il proprio valore. Quindi un evento, per altri insignificante, esplode come una bomba emotiva provocando un crollo graduale. Questo stato emotivo non sarà circoscritto al contesto che lo ha provocato, ma verrà esteso a tutte le aree della vita. Partendo da un elemento particolare ci sarà una generalizzazione emotiva, un vero e proprio crollo del senso del sé.

     

    Catia è un' educatrice, ma nel periodo del lock down, dovendo stare tante settimane a casa dal lavoro, va in tilt. Ð� una donna forte, che ha superato tante prove nella vita, ma adesso si trova a dover stare dentro le quattro mura domestiche, senza potersi più relazionare con gli altri e comincia a destrutturarsi. Inizia a comparire un malessere pervasivo e lei non si riconosce e non si capisce più. Come può essersi ridotta così? Proprio lei che tra le amiche è stata da sempre la più forte e reattiva? Sente le altre quasi godere di questo momento in cui riscoprono il tempo per guardare serie tv, cucinare e dedicarsi ai propri hobby. Perchè per lei, invece, non è così? Perchè si sta buttando giù per una cosa in apparenza tanto banale? Non si regge in piedi, piange tutto il giorno e lotta disperatamente contro i suoi sintomi. Così si instaura il circolo vizioso del: più lotto, più mi deprimo, più rimango a letto e più sentirò di aver bisogno di aiuto perchè da sola non ce la faccio.

     

    Il fattore comune in casi come questo è la rabbia profonda e inespressa verso se stessi, che porta alla rinuncia. Questa esplosione emotiva avviene all' interno poiché queste persone non possono perdere il controllo.

     

  2. L'illuso-deluso degli altri: anche in questo caso l'individuo costruisce l'utopia positiva e gli è capitato raramente di fare i conti con la realtà. Se arriva però un evento a dimostrare che tutto ciò che si è impegnato a mantenere per anni potrebbe, in qualche occasione ,non essere utile, tutto crolla. Spesso viene fatta un'esperienza di tradimento (amicale, familiare, nel riconoscimento per un impegno dato seppur non richiesto). C'è l'aspettativa che gli altri si comportino come il candidato depresso pensa che sia naturale. È una persona che si spende per il prossimo sperando di avere un riconoscimento.

     

    Paola è una giovane donna che arriva in terapia con un tono dell'umore molto basso accompagnato da poca voglia di fare e l'interruzione di tutte le attività che fino a poco tempo prima svolgeva. Ha iniziato a stare male dopo delle incomprensioni con alcune amiche. Lei interpreta questo come una mancanza di riconoscimento, non lo capisce, si abbatte e si aspetta delle scuse in nome di tutto quello che lei ha sempre dato. È così che si costruisce la credenza che sta alla base di questo genere di problemi.

     

  3. Depresso radicale: nella letteratura psichiatrica può essere diagnosticato come depressione endogena o inquadrato come disturbo di personalità dipendente. Sono persone che parlando di sé dicono di essere sempre state svantaggiate, incapaci, timide, indietro, diverse dagli altri.

     

  4. Depresso moralista: decodifica il mondo attraverso una lente morale con la credenza che “se io sono retto ed educato anche gli altri devono esserlo”. Di conseguenza va incontro a continue delusioni covando rabbia. Sempre rigido e sulla difensiva, talvolta sfocia in paranoie e tende a rimanere bloccato nell'azione per combattere, invece, con il pensiero. Le relazioni vengono vissute in maniera circospetta. La rabbia costante può portare a comportamenti compensativi come disturbi d'ansia o disordini alimentari.

 

COSA FARE SE SI E' DEPRESSI? COME INTERVIENE LA TERAPIA BREVE STRATEGICA

 

Il depresso è un paziente molto difficile poiché inattivo e bloccato. Il primo obiettivo di un intervento non può essere quello di sollecitare la persona a fare, quindi è importante concentrarsi su:

  • emozioni

  • relazione terapeutica

  • comunicazione

  • tentativi famigliari disfunzionali (la persona viene sollecitata a reagire, fare, uscire oppure confortata).

Il paziente il più delle volte prima di rivolgersi ad uno psicoterapeuta contatta uno psichiatra e, quindi, arriva con una cura farmacologica in corso che in qualche modo non si è rivelata sufficiente per risolvere il problema.

Dato che alla base della depressione è presente una credenza rigida che è diventata disfunzionale a causa di una tentata soluzione che la conferma, il terapeuta strategico lavorerà su quest'ultima al fine di interromperla ed evitare, così, che continui ad alimentare il circuito depressivo del “mi illudo, mi deludo, mi deprimo”. 

 

Si è sconfitti solo quando ci si arrende

(G. Nardone)

Come uscire dalla depressione

Molti sostengono che dalla depressione non si guarisce. Bisogna sicuramente fare una distinzione tra disturbo depressivo e reazione depressiva, in quanto il primo è qualcosa di più strutturato e la seconda è la conseguenza di altro (lutto, abbandono, separazione, trauma, problema che persiste da tempo) ed è più facile da trattare. In ogni caso, però, è possibile intervenire e avere dei buoni risultati in tempi rapidi. L'approccio strategico si rivela efficace nel 75% dei casi ed è utile sia per il paziente che per i familiari. 
Se vuoi sapere se questo percorso è indicato per te o per un tuo caro contattami al numero +39 338 5898540 e sarò disponibile per valutarlo insieme.

 

 



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